Sabato 27 marzo 2010, alle ore 12,00, presso l’aula magna della sede centrale del nostro Istituto, si è svolta la premiazione degli alunni che hanno partecipato alla gara di matematica “Giochi d’autunno” indetta dal centro PRISTEM , centro di ricerca dell’Università Bocconi di Milano. Il Dirigente Prof. Gioacchino Genuardi, la Vicaria Prof.ssa Gabriella Rotondo e il Prof. Referente, Prof.ssa Maria Gagliardo, si sono complimentati vivamente con i ragazzi che hanno ottenuto i migliori risultati, ma anche con tutti gli altri concorrenti che hanno dato buona prova di sé.
La nostra Scuola ha incrementato negli ultimi anni la partecipazione degli alunni a manifestazioni che tendono a costruire situazioni adidattiche, rifacendosi alla “teoria delle situazioni” di Guy Brousseau.
Una delle caratterizzazioni fondanti delle situazioni adidattiche è il doppio processo di devoluzione/implicazione che vede in azione prima l’insegnante sull’allievo (motivazione, affidamento del traguardo cognitivo da costruire) e poi lo studente su sé stesso (volizione, accettazione, determinazione) (D’Amore, 1999). Senza l’implicazione non c’è alcuna possibilità di buon funzionamento del processo di apprendimento; l’implicazione personale dello studente, infatti, è assolutamente necessaria al buono svolgimento di una situazione adidattica. Dunque, l’implicazione personale è necessaria per la costruzione di conoscenza (e, a maggior ragione, di competenza). Sappiamo che la mancanza di implicazione è stata segnalata come causa fondamentale del processo di scolarizzazione, assolutamente deleterio per l’apprendimento.
E’ in funzione di ciò che la nostra Scuola ha promosso la partecipazione del maggior numero di alunni alla Mostra della Scienza e a numerose Gare di Matematica. Poiché siamo convinti che i nostri alunni possono avere gli insegnanti più appassionati, i genitori più attenti e le scuole migliori del mondo: ma nulla basterà se gli alunni non terranno fede alle loro responsabilità, prestando attenzione agli insegnanti, ai genitori, ai nonni e agli altri adulti, e lavorando sodo, condizione necessaria per riuscire.
“La maggior parte degli uomini sono come una foglia secca, che si libra e si rigira nell’aria e scende ondeggiando al suolo. Ma altri, pochi, sono come stelle fisse, che vanno per un loro corso preciso e non c’è vento che li tocchi, hanno in se stessi la loro legge e il loro cammino.”
Herman Hesse
Auguro a tutti i nostri alunni di diventare delle stelle fisse in modo da illuminare la loro vita e quella delle persone vicine.