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Nell'anno scolastico 2008/2009, la Prof.ssa Piazza, in qualità di referente della commissione, si è occupata dell'elaborazione del progetto intitolato "C'è chi dice no".
Nel mese di Febbraio la prof.ssa Sparacino, su richiesta della o.p. Dott.ssa Raia, ha somministrato e valutato dei test sul fenomeno del bullismo in alcune classi della scuola.
In seguito è cominciata un’esperienza molto formativa ed emotivamente coinvolgente per i ragazzi: a partire dal 18 Febbraio, la prof.ssa Piazza ha partecipato, con dei gruppi di alunni del corso E, al seminario di studi intitolato “Ricoloriamo la Speranza” per potere dare l’opportunità anche ai nostri discenti di inserirsi formalmente e partecipare alle attività culturali a favore dei valori della Legalità, Giustizia, Pace e Solidarietà portate avanti dal “Centro Studi Parlamento della Legalità”.
Gli incontri si sono articolati per tutto il mese di Marzo e si sono conclusi il 14 Maggio presso la Sala Consiliare del Comune di Bagheria. In questa sede sono stati consegnati gli attestati di partecipazione al Progetto formativo culturale sopraccitato agli studenti che hanno partecipato con impegno e con spirito di creatività a tutte le varie tappe del seminario, come dimostra uno dei commenti più significativi riportato qui di seguito:
Seminario sulla legalità
Dalla fine di febbraio fino al mese di marzo, un gruppo di ragazzi ha seguito dei seminari sulla legalità, organizzati dal “Presidente del Parlamento della Legalità”.
Il Parlamento della Legalità è un’“istituzione” formata da ragazzi che vogliono valorizzare il rispetto della legalità, portando avanti delle azioni che ne esaltino il significato, anche in piccoli fatti, a cominciare dal rispetto della nostra città. Nel corso del primo incontro, abbiamo ascoltato, attraverso le parole del Presidente, le attività già svolte dal Parlamento negli anni precedenti, alla presenza del nostro sindaco Biagio Sciortino, con il supporto di tutto lo staff del comune di Bagheria. Particolarmente commovente è stato il giorno in cui Caterina Chinnici, ospite del seminario per la festa della donna, ha ricevuto un busto con l’effige del padre, il procuratore Rocco Chinnici, vittima della mafia. Inoltre, il giorno in cui è stato ospitato il Provveditore Regionale delle Case Circondariali, Il nostro gruppo di lavoro ha donato dei cartelloni, nei quali è stata evidenziato il valore dell’essere istruiti, per potersi salvaguardare dai pericoli originati della povertà e dall’ignoranza.
Il nostro motto è stato “la scuola c’è anche nel carcere” e il diritto allo studio dovrebbe essere tutelato sempre anche dentro una cella. Questi seminari ci hanno fatto capire che, ormai la mafia continua a subire duri colpi, perché i giovani di oggi non la seguono più come un mito, anzi la vogliono sconfiggere perché considerata il “cancro” della nostra bella terra. Allora, alimentiamo la nostra speranza dandole nuovi colori sempre più brillanti!
Valeria e Francesca
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